L’evoluzione del GIS: Cloud, Social e Mobile

I programmi GIS sono sempre stati considerati di “nicchia” infatti la loro diffusione è stata per molto tempo limitata agli specialisti del settore (anche a causa di costi non certo accessibili).

Ora però, grazie alle nuove tecnologie, si realizza il “sogno” del papà dei GIS, ovvero Jack Dangemond, di poter diffondere la cultura della Geographic Information a tutti.

Questa evoluzione epocale è possibile tramite il Cloud Computing e grazie al portale ESRI ArcGIS Online dove un utente registrato può costruire le proprie mappe utilizzando propri dati o messi a disposizione da altri.
Il GIS non risiede più sul Server in locale o sul proprio PC, ma viene usata l’applicazione ArcGIS Explorer che permette non solo di assemblare una propria mappa, ma anche di definire una propria interfaccia utente poi da condividere con altri utenti.

Naturalmente l’evoluzione tecnologica ha aiutato anche i professionisti dei GIS che possono evitare l’acquisto di un proprio ArcGISServer appogiandosi al servizio ospitato sul servizio Cloud di Amazon (entro l’anno anche su Microsoft Azure e IBM CloudBurst). Questo è un cambiamento notevole con il passato perchè si passa dall’acquisto del SW al noleggio di un servizio.

ESRI, inoltre ha messo a disposizione una serie di servizi online per la Business Analyst, per l’ottimizzazione dei percorsi di consegna (ArcLogistic) e nuovi servizi come il CommunityAnalyst (in versione beta) e Redistring Online (in rilascio il prossimo mese).

Naturalmente ESRI sta seguendo anche il mercato del Mobile come Business Analyst OnLine per iOS, in questo modo gli utenti possono far funzionare i SW GIS su PC, browser Web, ma anche su SmartPhone prendendo i dati dal desktop in locale, dal proprio Server o da ArcGIS Online e poi creare mappe da distribuire tramite ArcGIS Online.

Questo è forse ancora il limite di ESRI ovvero le applicazioni risultano ancora come un assortimento di componenti debolmente collegati, mentre la sfida futura è riunirli sotto un unico cappello spiegando agli utenti che le proprie mappe non devono essere rinchiuse nel proprio cassetto, ma possono diventare una ricchezza da condividere, il mondo si evolve e così devono fare i SW GIS ed anche gli esperti GIS ;-).