3 Tipologie di Utenze ((Semplice ed usabile - part3)

Nel recente passato era prassi comune pensare che l’utente si evolvesse per comprendere l’applicazione e se questa aveva 100 funzioni prima o poi l’utente provando e studiando le avrebbe individuate, ma questo è un atteggiamento che oggi non è più applicabile sia perchè l’utente vuole le informazioni che gli servono subito sia perchè tempo non si ha voglia di perdere tempo nello studiare l’applicazione.
Ma qual’è la tendenza?
E’ quella di creare applicazioni che possano attirare un sempre maggiore di utenti che, tendenzialmente, sono sempre meno tecnici.
Ma allora quali sono le tipologie di utenze?
I Tecnologi che sono felici di esplorare la soluzione SW e spingono al limite
la soluzione e pretendono che il SW venga fatto su misura per loro. In altre
parole spenderanno tempo per capire come lavora l’appplicazione e per esplorare tutte le suefeatures.
Utenti di questo tipo ve ne sono, io sono tra questi ;-), ma non sono così diffusi…sob.
Il secondo gruppo sono quelli che io definisco i timorosi. Ovvero usano prodotti e applicazioni, ma non hanno una vera passione per la tecnologia e, sebbene siano tentati ad usare qualcosa di più sofisicato, temono le novità.
Per esempio l’uso di un cellulare più sofisticato li incuriosisce, ma il passaggio lo faranno solo se possono mantenere facilmente tutti i loro contatti.
La maggior parte delle persone ricadono nel terzo gruppo, quelle che io chiamo: a-tecnologhe ovvero non usano la tecnologia per passione, ma la subiscono per necessità di lavoro. Tendenzialmente imparano le funzionalità minime dell’applicazione che usano e si accontentano del “basta che funzioni”.Dalla mia esperienza ho visto che determinati utenti si evolvano da un gruppo in un altro,ma non avviene così spesso.
Come deve essere fatta una applicazione
Naturalmente, se si conosce a priori l’utenza, l’applicazione dovrà essere fatta in funzione di questa, ma nel passato è capitato che troppe volte le società ascoltassero le esigenze degli utenti esperti, perchè risulta più facile interloquire con loro, ma troppe volte questa tipologia di utenza non è a conoscenza dei requisiti di un a-tecnologo (ricordo per un a-tecnologo molte volte l’uso della tastiera e del mouse non è così scontato). Faccio un esempio: quando uscì l’Ipod in alcuni Blog di utenti Tecnologi si diceva che fosse un oggetto inutile in quanto troppo semplice e senza funzionalità evolute, ma dopo i milioni di modelli venduti, credo che si siano accorti che l’utente a-tecnologo vuole qualcosa che funzioni bene e con facilità e credo anche loro ;-)
Di conseguenza se vuoi semplicità e vuoi essere innovativo devi pensare all’utenza a-tecnologa ;-).
Ma l’utente a-tecnologo cosa vuole?
- ottenere il lavoro fatto, l’esperto invece è interessato a personalizzare/provare
i settaggi e poi avere il risultato;
- controlli facili, l’esperto vuole precisione nei controlli;
- risultato affidabili, l’esperto vuole risultati perfetti;
- esempi, l’esperto vuole i principi.
Inoltre non bisogna dare per scontato che si possa insegnare molto agli utenti, o che le istruzioni aiuteranno loro. Quando sono sotto-stress si comportano come novizi, quindi?
La user experience da avere come traguardo è quella di un utente a-tecnologo sotto pressione, se riusciamo a fare una applicazione che funzioni in queste condizioni abbiamo centrato l’obiettivo. Come farlo? Ci pensiamo al prossimo Post ;-)