Semplice ed usabile - part1

Leggendo Simple and usable mi sono ricordato di quando mi prestarono la prima volta una videocamera e per farla funzionare dovetti fare una serie di passaggi “tipici”ovvero:
-installare i driver;
-installare i SW di Montaggio Video e Audio;
-Comprare un cavo FireWire
e leggermi un  “Tomo di manuale per scoprire quali mirabolanti effetti potessi fare con la videocamera (utilizzando gli oltre 20 bottoni presenti), ma io dovevo solo riprendere non volevo diventare regista! Ma, come detto, erano passaggi tipici un 4 anni fa,ma certo non dei più rapidi.

La scorsa estate ho acquistato una videocamera Samsung da un paio di centinaio di euro e beh in questo caso l’operazione è stata: estrarre la VideoCamera dalla scatola, e collegarla al PC tramite cavo USB! Per usare la videcamera? Semplice 9 semplici bottoni! Insomma subito operativi e senza impazzire con CD da installare.

Ma questa evoluzione c’è stato anche nel mondo del SW? Le applicazioni, come è facilmente dimostrabile, hanno fatto passi in avanti stratosferici ed oggi si riescono a fare elaborazioni molto complesse in poco tempo, ma ancora troppe volte per fare queste operazioni ci vogliono molti passaggi e ci si dimentica che l’utente vuole cose semplici che capisca senza dover leggere manuali o help in linea.

Di seguito consigli su alcuni degli errori più comuni 

Aumentare la complessità è difficile da sostenere
A livello di sviluppo del SW voglio ricordare che più funzionalità vengono aggiunte più codice occorre scrivere quindi più complesso da implementare e da mantenere, quindi fare solo ed esclusivamente funzioni che l’utente voglia veramente, altrimenti si rischia che l’utente stesso si “disinnamori” del NS prodotto e non lo voglia più utilizzare e poi avrebbe pagato una funzione che non usa e questo non è molto bello, pensate se capitasse a voi? ;-)

Scegliere la prospettiva corretta
Quando si sta sviluppando una applicazione o un componente SW si hanno almeno
3 prospettive:
- quella del Manager;
- quella del capo progetto;
- quella dell’utente

Bene è necessario ricordare che un qualcosa che è semplice per alcuni è molto complessa per altri, quindi è fondamentale posizionarsi nella prospettiva dell’utilizzatore e non di chi la commissionato.

Ma semplice significa povero?
No assolutamente, occorre essere semplici nascondendo le complessità che l’utente non vuole “vedere”, ma che pretende dalle funzioni che richiama e non fate l’errore di dire “ma è spiegato nel manuale e se Lei non lo legge è colpa sua”, l’utente medio NON LEGGE MAI l’help figuratevi i manuali ;-), lui preferisce capire dall’interazione che pertanto deve essere semplice ed intuibile

Anche soluzioni come i Wizards (rappresenta sempre un percorso che obbliga l’utente a scelte obbligate) ed avatar virtuali, sono soluzioni “appiccicate” che non migliorano l’esperienza utente.

Insomma come fare?… Aspettate il prossimo POST e vedremo insieme alcuni consigli da applicare nello sviluppo delle applicazioni. ;-)